
Nel 1471 il mercante senese Ambrogio di Nanni Spannocchi, tesoriere del Papa Pio II Piccolomini, decide di erigere il proprio palazzo al confine con i possedimenti già dei Salimbeni, per legittimare la potenza politica ed economica della famiglia, affidandone la progettazione e la successiva realizzazione allo scultore e architetto fiorentino Giuliano da Maiano. La struttura segna una rottura con gli schemi e le tipologie architettoniche di un tessuto urbano tipicamente gotico per dare concreta attuazione agli ideali rinascimentali di “decoro” e “convenienza”. L’adozione di elementi scultorei, come le teste scolpite di antichi imperatori romani alternate alle volute del cornicione, deriva dalle teorie espresse negli scritti di Leon Battista Alberti.
Un secolo dopo la realizzazione del Palazzo Spannocchi, l’area del castellare dei Salimbeni è oggetto di nuovi interventi: nel 1570 il Provveditore di Biccherna Mariano Tantucci sceglie quale sede della propria dimora lo spazio ancora libero tra il castellare e l’antica chiesa di San Donato: il progetto e la realizzazione del palazzo viene affidata all’architetto senese Bartolomeo Bastiano Neroni detto il “Riccio”, artista tra i più intraprendenti e poliedrici della Siena di metà Cinquecento. L’artista utilizza grosse bozze di pietra tufacea, lavorata con sottili incisioni, per enfatizzate il profilo delle aperture di facciata.
Il 31 luglio 1877 la Deputazione del Monte dei Paschi approva il progetto presentato dal Partini per la costruzione di una nuova piazza, che prevede la razionalizzazione di una configurazione molto articolata di strutture architettoniche, stratificate nel tempo.
La fronte neogotica della Rocca Salimbeni, con l’eliminazione della terrazza e dei fondi degli Spannocchi, è quindi il risultato di un generale intervento di riassetto urbano che alla fine dell’Ottocento coinvolge tutti gli immobili di Banca MPS situati nell’area anticamente di proprietà dei Salimbeni.
Il completamento della piazza si conclude nel 1879 con l’erezione del monumento all’economista senese Sallustio Bandini, realizzato dallo scultore Tito Sarrocchi su progetto dello stesso Partini.